Raccontare le città

Che cosa vuol dire oggi descrivere un luogo, raccontare una città?
Ora non siamo più costretti a viaggiare. Viviamo in un mondo che si muove sulle immagini: anche il villaggio più sperduto al mondo è stato fotografato decine di volte ed è “visitabile” al costo di una piccola ricerca su Google. Ma non basta.

Quante volte è capitato di leggere un romanzo e ritrovarsi ammaliati da dialoghi, scene, intrecci della trama, colpi di scena, escamotage narrativi. Mentre si è lì a godere di una scrittura sopraffina e di pagine elegantissime, il protagonista arriva in una nuova città, entra in un museo, svolta in un vicolo, si sofferma sulla bellezza di un panorama, o si trova al cospetto di una cattedrale gotica. E a quel punto l’entusiasmo svanisce, il libro si spegne, il racconto muore. Che cosa è successo all’autore? Nove volte su dieci – concentrato sullo sforzo narrativo – si è dimenticato di mettere lo stesso impegno nella descrizione di un luogo. In altre parole, ha letto di questa nuova città su Internet; ha descritto un panorama che non ha mai visto (o li ha descritti tutti e quindi nessuno); ha studiato la cattedrale gotica su Wikipedia.

La sua scrittura, quindi, non gli appartiene più, e il risultato finale è come un coro con due voci dissonanti. Stonate.

Seppure non è vostra intenzione specializzarvi in letteratura di viaggio o guide turistiche, le città, i luoghi storici, le bellezze di un territorio entrano spesso fra le pagine dei romanzi. Anche in contesti puramente narrativi, hanno un’importanza determinante per la tensione e la riuscita di un testo.

Con questo seminario di Ilaria Beltramme vogliamo fare il punto sulle tecniche proprie per descrivere le città e i loro angoli più belli senza cadere nel “soprintendismo” (cioè la tipica scheda turistica delle soprintendenze) e nelle frasi fatte, che se sono il nemico numero uno della narrativa, nella descrizione di un luogo rappresentano una malattia mortale, da evitare a ogni costo.

Nelle ore che trascorreremo insieme proveremo a far chiarezza su questo aspetto della scrittura e – incidentalmente – a parlare di un mondo, quello della Varia, che può offrire occasioni di lavoro ottime per trasformare il piacere di scrivere in un mestiere vero e proprio.

Gli incontri si terranno su Zoom il 5 e il 6 febbraio, dalle 14 alle 19, e saranno recuperabili su Vimeo in qualsiasi momento, dal giorno dopo la diretta.

Il seminario dura 10 ore e costa 100 euro. Puoi prenotarti e acquistarlo mandando una mail a scrivereunagrandestoria@gmail.com
Se hai difficoltà a coprire l’intera cifra ma sei molto motivata/o, consulta nelle FAQ la pagina dedicata a sconti, prestiti e lezioni in cambio di volontariato.

Programma delle due giornate

5 febbraio

1) La mia esperienza di scrittrice “romanista”

  • Il giornalismo di viaggio
  • L’incontro con un progetto (la mia “mission”: essere una Vestale)
  • L’incontro con l’editore/i (pro e contro)
  • Dopo 10 anni di libri su Roma, come continuare a celebrarla oltre la scrittura?

2) Raccontare i luoghi

  • Sopralluoghi
  • Nell’impossibilità del sopralluogo, lo studio (le fonti).
  • Descrivere il presente, raccontarne la storia.
  • Descrivere senza descrivere (l’importanza di far percepire un luogo nella sua essenza)
  • L’ego dello scrittore (uso della prima persona, diari di viaggio)
  • Le parole proibite (luoghi comuni e frasi fatte)
  • Progettare una guida, un libro “per turisti” (rigore delle informazioni e scrittura piacevole)
  • La scrittura, la rilettura, l’editing.

6 febbraio

1) Fare pratica

  • Esercitazione: Luoghi mai visti e luoghi del cuore.
  • Commento e correzione di alcune delle prove degli studenti.

2) Il magico mondo della Varia

  • Che cos’è il settore della varia e come destreggiarsi per cominciare a guadagnare con manualistica e libri borderline.
  • Lo stato dell’arte del giornalismo “di viaggio”.

3) Domande, approfondimenti, chiarimenti.